Il biglietto da visita come ricordo di sè: i presupposti creativi

Eventi fieristici, visite del responsabile commerciale, conoscenze subitanee o incontri casuali con vecchie conoscenze: anche oggi, nell’epoca digitale, il biglietto da visita non perde la sua importanza nel ricordare al nostro interlocutore chi siamo e qual è il nostro ruolo aziendale. È quindi di fondamentale importanza riuscire a realizzare le cosiddette business cards con la giusta cura e attenzione, applicando gli stessi principi grafici di equilibrio e armonia che si utilizzano solitamente per gli altri elementi di identità aziendale, come brochure, carta intestata, buste, ecc.

L’obiettivo del rilasciare un biglietto da visita ha direttamente a che fare con la reminiscenza di sè, vale a dire la volontà di imprimere nell’individuo un memorandum tangibile e “tascabile”, che in qualche modo rimane tra gli oggetti di lavoro per ogni evenienza di contatto futuro.

Ad oggi il supporto più utilizzato rimane quello cartaceo, nonostante negli ultimi anni si sia tentato di sostituirlo con succedanei digitali come cd-rom, chiavette usb e altri surrogati che però non hanno riscontrato molto successo, in quanto poco usabili e di scarsa immediatezza.

I formati

I biglietti da visita standard sono di misura rettangolare e misurano 5,5 x 8,5 cm. È buona norma non eccedere queste dimensioni in quanto il rischio è che non stiano alloggiati correttamente nel portafogli o nei portabiglietti. Lo stesso discorso vale per un formato non rettangolare: se il biglietto per essere conservato subisce infatti pieghe o manomissioni nei bordi, l’immagine dell’azienda può risultare negativa e disordinata, è quindi sempre meglio non essere troppo creativi per quanto riguarda la forma. L’orientamento tradizionale è quello orizzontale, ma è possibile scegliere il verticale per dare un impatto di maggiore originalità: dipende sempre dal tipo di attività che si svolge.

Tipi di carta e stampa

Per la giusta consistenza e robustezza è consigliabile utilizzare carta abbastanza spessa, intorno ai 300 g. La patinatura opaca o la plastificazione dipendono sempre dal gusto personale, mentre i materiali esclusivi (polipropilene, carta goffrata, ecc.) possono essere valutati alla luce di un discorso di sensibilità al tatto e maneggevolezza, oltre che di riciclabilità e rispetto per l’ambiente. La stampa fronte/retro dà la possibilità di inserire nel biglietto più elementi grafici (es. un logo più grande) o didascalie, mentre quella solo fronte garantisce una maggiore sobrietà, a volte sfociando nel minimalismo se lo si intende adottare come stile di comunicazione.

Elementi correlati: carta intestata, buste e brochure

La carta intestata e le buste dovrebbero avere la stessa impostazione di base dei biglietti da visita per restituire un’immagine aziendale coordinata. A onor del vero, mentre il biglietto da visita mantiene un’importanza fondamentale, si tratta per gli altri due di mezzi sempre meno utilizzati in quanto sostituiti dalla comunicazione digitale (es. via e-mail), sarà quindi più interessante far sì che il nostro biglietto sia coerente con altri strumenti cartacei come le brochure e i cataloghi, dato che spesso viene allegato proprio a questi ultimi.

Personali o generici

I biglietti da visita non si riferiscono solamente all’attività commerciale della singola persona, ma sono utilizzati moltissimo da esercizi commerciali di qualsiasi genere. Ristoranti, centri benessere, negozi, attività artigianali: tutti hanno bisogno di biglietti o schede di consumo da lasciare ai clienti come materiale mnemonico e promozionale. Toccherà quindi al committente stabilire, in base al tipo di attività svolta, se andranno realizzati biglietti con le credenziali personali o in via generica per la sola attività.

La grafica: posizionamenti, font, layout

Vediamo ora di fare un elenco di regole, norme e requisiti che a livello grafico possono aiutare nella realizzazione di un biglietto da visita efficace e d’impatto:

  • Ci si può avvalere di caratteri (font) poco utilizzati e più originali, a favore di uno stile più innovativo e meno inflazionato.
  • I caratteri (font) possono essere di piccole dimensioni, inferiori a 12.
  • Le spaziature tra gli elementi devono essere armoniose e regolari, delineando un’immagine di insieme altamente simmetrica.
  • Lasciare una spaziatura vuota di dimensioni adeguate lungo i bordi.
  • Nei paragrafi di testo è consigliabile lasciare un’interlinea piuttosto ampia, per aumentare la gradevolezza di lettura.
  • I numeri (telefono, civico, cap, ecc.) possono appartenere a un font differente rispetto al corpo del testo, in modo da risultare più proporzionati e leggibili. A tale scopo è possibile ridurli di un punto rispetto alle scritte, per massimizzarne l’effetto di coordinazione.
  • Arricchire testi e logo con elementi grafici opportunamente progettati: icone, figure geometriche, linee o blocchi colorati contribuiscono all’uniformità d’insieme e alla giusta impressione visiva.
  • Contenere le dimensioni del proprio marchio: esso non deve essere invadente nè occupare quantità di spazio eccessive. Focalizzare troppo l’attenzione sul logo può risultare infatti troppo enfatico e autoreferenziale, mentre il nostro obiettivo è di restituire un’immagine aziendale pacata, seria e autorevole.

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