Quando il marketing virale funziona: il caso ManOnTheMoon

Annoiata dai soliti videogames, una bambina punta il suo piccolo telescopio verso la luna e fa una scoperta stupefacente: lassù vive un uomo, un signore anziano che si aggira nei dintorni della sua modesta casetta in completa solitudine. La bimba dà così inizio a una serie di buffi tentativi per entrare in contatto con lui, dettati dalla volontà sincera di portare un po’ di compagnia e calore natalizio a quell’uomo triste, perso nella desolata landa lunare.

Man On The Moon è uno splendido video che in poco più di due minuti racchiude tutti i principi della comunicazione emozionale, riuscendo a centrare in pieno i suoi fini promozionali servendosi di un messaggio solidale molto sentito (stiamo vicini a chi è solo durante le feste).

Realizzato come campagna natalizia per i grandi magazzini inglesi John Lewis, il videoclip è stato pubblicato on-line da pochi giorni e sta riscuotendo un enorme successo su Youtube, dove ha totalizzato oltre 12 milioni di visualizzazioni in meno di una settimana.

Alla luce delle precedenti considerazioni che abbiamo fatto riguardo al marketing virale per aziende, proviamo ad analizzare per sommi capi i principi che anche in questo caso hanno fatto sì che un contenuto multimediale, opportunamente studiato, possa fungere da veicolo divulgativo incredibilmente potente per un marchio commerciale.

Evocazione emotiva

I protagonisti della storia sono rappresentativi di quelle che si possono ritenere due tra le categorie più deboli e indifese della nostra società: bambini e anziani. Nella loro reciproca tenerezza contribuiscono ad evocare un sentimento di partecipazione, dando luogo così ad una commozione di carattere positivo che lascia il segno nel pubblico. La canzone di sottofondo è una ballad acustica molto dolce cantata da una voce femminile, perfetta per moliplicare esponenzialmente l’emotività degli eventi.

Mistero e fascino…lunare

Un altro elemento di notevole interesse ed efficacia è il terzo protagonista simbolico del racconto: la luna. Il nostro satellite infatti non solo possiede un fascino allegorico consolidato e alla portata di tutti, ma rievoca vagamente misteri e interrogativi popolari che vengono enfatizzati, nel video, dall’uomo che vi abita: c’è vita nello spazio? siamo andati veramente sulla luna? La presenza di questi lati ambigui, seppur a livello inconscio, provoca un ulteriore effetto di curiosità e stupore, aumentando sensibilmente il tratto di unicità della storia.

Diffusione a costo zero

La condivisione sui social network, ad esempio tramite l’hashtag #ManOnTheMoon su Twitter, ha dato vita al tipico effetto di diffusione virale tra utenti privati che già conosciamo. La forza di questo video però è soprattutto nell’attrattiva che esercita sui publisher di quotidiani on-line da milioni di lettori. Grazie infatti alla particolarità dello spot e alla sua qualità tecnico-narrativa, moltissimi giornali on-line, che normalmente chiederebbero un alto costo di inserzione pubblicitaria, lo pubblicano gratuitamente tra i contenuti di rilevanza, senza curarsi di offrire agli store John Lewis una vera e propria forma di pubblicità gratuita.

Facilità di fruizione

ManOnTheMoon è visibile su tutti i dispositivi on-line, ad accesso immediato, globalmente comprensibile indipendentemente dalla lingua parlata grazie all’assenza di dialoghi. Tutti questi elementi ne determinano la grande capacità di fruizione e la conseguente forza divulgativa. Se aggiungiamo poi l’assenza di messaggi pubblicitari espliciti (non ci sono prodotti in vendita e il nome John Lewis appare solo alla fine), abbiamo la certezza di essere di fronte ad un esempio più che mai appropriato di perfetta applicazione delle regole del marketing virale.

Guarda il video:

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I cosiddetti “case-study” approfondiscono le tecniche
promozionali e sono sempre fonte di ispirazione.
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